Bacchettata della Corte dei Conti a Seta. Una bacchettata d’epoca, per una lettera risalente al 2021, diffusa solo ora, tornata a circolare dopo le dimissioni del presidente Alberto Cirelli. Già quattro anni fa la Corte dei Conti aveva scritto che Seta era “gestita troppo” da Tper, il socio privato di minoranza (47,3% delle azioni), quando invece il trasporto pubblico dovrebbe essere gestito…dal pubblico, vale a dire dai soci di maggioranza, Comune e Provincia. All’epoca la Corte dei Conti chiese ai comuni e alle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza di riprendere il pieno controllo gestionale del servizio, possedendo il 51% di Seta. L’allora sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, girò quella lettera a tutti i soci pubblici, chiedendo il loro orientamento per la disponibilità a intraprendere un percorso per il controllo congiunto della società. Vennero informate anche Regione a e Comune di Bologna, in quanto soci di Tper. Viale Aldo Moro rispose che Tper era una società a partecipazione pubblica ma non a controllo pubblico in quanto società quotata in Borsa. E quindi di fatto un soggetto privato, che continua a controllare e gestire Seta in modo esclusivo imponendo le sue scelte a Comuni e Province.
Da anni la situazione è dunque questa, ma le difficoltà gestionali e di servizio sono aumentate notevolmente con necessità di una urgente chiarezza sulla governance e sulle scelte da adottare per garantire un servizio pubblico adeguato ai cittadini.
Una grana in più per il Presidente della Regione Michele De Pescale e per la sua giunta, in vista della probabile nuova società unica di trasporto pubblico.