Nei locali di via Firenze, messi a disposizione dall’Amministrazione comunale mirandolese, si è tenuto un momento di festa alla presenza delle istituzioni, Comune e Azienda USL di Modena, dei volontari di AVO Mirandola (Associazione Volontari Ospedalieri) che coordinano l’attività dei due gruppi con il supporto di Auser, e alcuni dei partecipanti. Presente il Presidente Mirco Besutti, in rappresentanza del Rotary Club di Mirandola che ha contribuito con una donazione all’attività delle due Palestre della Memoria. Un momento importante di condivisione del percorso avviato già da circa un anno, con due sedi provvisorie, prima gli spazi messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e poi nella canonica della Parrocchia di Mirandola.

 

Le Palestre della Memoria sono realtà di prevenzione attiva del decadimento cognitivo in cui, settimanalmente, gruppi di anziani svolgono esercizi di stimolazione delle funzioni cognitive supportati da volontari formati dalle neuropsicologhe del Centro Disturbi Cognitivi dell’Ausl di Modena. Questi luoghi di aggregazione, ad accesso gratuito, promuovono la socialità tra gli anziani contrastando il ritiro sociale e sono diffusi su tutto il territorio provinciale grazie alla viva collaborazione di associazioni, amministrazioni comunali e Ausl. All’indirizzo www.ausl.mo.it/servizi-e-prestazioni/aree-tematiche/terza-eta/palestre-della-memoria/ maggiori informazioni sul progetto e sulla rete delle Palestre della Memoria in provincia di Modena.

 

Questa giornata di festa raccoglie ed esprime al meglio lo spirito di condivisione e di aggregazione delle Palestre della Memoria – afferma Annamaria Ferraresi, Direttrice del Distretto di Mirandola – realtà fondamentali per rallentare il decadimento cognitivo. Su questo territorio, così come su tutta la provincia, è stato fatto un grande lavoro di concerto con i Comuni, le associazioni di volontariato e tutta la comunità: colgo l’occasione per ringraziare il personale sanitario, in particolare Lucia Bergamini, Direttrice del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze di Mirandola, e Petra Bevilacqua, referente del progetto Palestre della Memoria per il Distretto, Nora Marzi, coordinatrice dei tutor delle Palestre della Memoria dell’Area Nord, la Promozione della Salute, il Comune di Mirandola, AVO, Auser, Rotary, la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e la Parrocchia, tutti hanno fornito il loro contributo per la riuscita del progetto”.

 

“La “Palestra della Memoria” è un progetto che qui a Mirandola ha avuto inizio quasi un anno fa e che in questi mesi è cresciuto grazie alla grande determinazione e dedizione di tutti coloro che ci hanno creduto – sottolinea il Sindaco Letizia Budri – per questo l’impegno dell’Amministrazione non poteva mancare e oggi siamo qui alla “Casa degli Orti” per consegnare alla Palestra una sede definitiva, su cui poter sempre contare. Uno spazio dedicato in cui portare avanti questa importante iniziativa, che promuove la socialità e l’incontro di persone, che attraverso esercizi mirati e attività ludiche e coinvolgenti esercitano letteralmente la loro memoria e si tengono attive, contrastando il decadimento cognitivo. Ci piacerebbe molto poter attivare la Palestra anche fuori dal capoluogo e poter raggiungere persone che vivono in frazione, quindi rinnoviamo il nostro impegno e il nostro supporto a tutte le progettualità future che potendo contare su un impegno corale, colgano obiettivi sempre più positivi. Un grande grazie a chi è qui oggi e a chi opera ogni giorno per contribuire alla crescita sociale della nostra comunità”.

 

“Desidero ringraziare istituzioni, enti e associazioni che ci hanno dato un aiuto essenziale e concreto per realizzare il progetto della “Palestra della memoria” – evidenzia Annamaria Ragazzi, di AVO Mirandola – Ma un ringraziamento speciale lo meritano i volontari dell’AVO che dedicano tanto tempo ed energie alla loro funzione di tutor. Il loro impegno è davvero straordinario e garantisce non solo la qualità del lavoro di preparazione e supporto, ma soprattutto il clima di empatia e letizia che coinvolge tutti i fruitori del progetto. Il fine della palestra infatti non si esaurisce nel tenere attive le capacità cognitive, ma comprende la lotta alla solitudine, una vera “malattia” che aggrava tutte le altre e causa fragilità. La reciprocità, che caratterizza il servizio AVO, è diventata così ben tangibile per tutti coloro che aderiscono a questo progetto con entusiasmo e gioia profonda”.