La vicenda degli autovelox sembra non finire più. Dopo aver interessato per mesi e mesi il tutor di Formigine sulla Tangenziale Modena-Sassuolo, ora l’inchiesta nazionale – partita dalla Procura di Cosenza – sulle presunte irregolarità degli autovelox non omologati arriva anche all’Unione Terre d’Argine.
Sono stati, infatti, sequestrati e spenti sei impianti di rilevazione della velocità, installati negli ultimi anni nei comuni di Carpi, Novi e Soliera.
Si tratta dall’ormai famigerato modello T-Exspeed 2.0: autorizzato, ma non omologato, come sarebbe richiesto dal Codice della Strada.
Gli impianti sotto inchiesta sono, in realtà, spenti già da metà febbraio.
A Carpi non sono attualmente più in funzione i due velox lungo la Statale Romana sud, in entrambe le direzioni, che collega Carpi a Modena, un tratto di strada ad alta percentuale di incidenti e con una velocità massima di 70 km/h.
Altri “occhi elettronici spenti sono i due velox sulla Strada Provinciale Motta, tra i territori comunali di Novi e Carpi e i rilevatori elettronici – in entrambe le direzioni – della Carpi-Ravarino, nel comune di Soliera.
Come già accaduto per Formigine, lo spegnimento degli autovelox comporta sicuramente anche un danno economico alle casse dei comuni, che si vedono privati degli introiti delle multe, ma a preoccupare è soprattutto il vuoto normativo sugli autovelox. Vedremo nei prossimi mesi se il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, come sembra, sarà veramente intenzionato, con un apposito decreto, a “omologare d’ufficio” e – quindi – rendere regolari, dal punto di vista legale, gli impianti di rilevazione della velocità installati in tutta Italia negli ultimi anni.