In scadenza il 31 dicembre, non è stato rinnovato l’accordo di collaborazione nei CAU dei medici di base. Il patto, precedentemente firmato dal sindacato Fimmg, non è stato sottoscritto al termine dell’incontro con il neoassessore alle Politiche per la salute in regione, Massimo Fabi. Questo non significa che i Cau, i centri di assistenza e urgenza voluti dalla regione, chiuderanno, ma andranno certamente verso una nuova organizzazione. Per tre mesi dopo la data di scadenza scatterà una proroga tecnica, che permetterà di mettere a punto un altro accordo con alla base un probabile altro assetto e una diversa gestione del personale. È la stessa Fimmg ad auspicare un cambio di passo. “Oggi i Cau non sono affatto quello che dovevano essere – ha dichiarato il sindacato in una nota – dovevano servire a mantenere sul territorio le piccole urgenze, senza che finissero dentro gli ospedali, invece di fatto si sono rivelati dei pronto soccorso bonsai”. Secondo i dati elaborati dalla Regione Emilia-Romagna i Cau hanno aiutato a ridurre la pressione sui pronto soccorso, con un calo di accessi, nei primi nove mesi, del 20% per i codici bianchi e del 10 per i verdi. Ma la Fimmg sui dati ribatte: “i Cau come organizzati ora costituiscono un servizio ridondante, che ha aumentato gli accessi negli studi dei medici di famiglia”. Medici di famiglia che già scarseggiano, arrivando ad avere, a testa, oltre mille pazienti. La sigla auspica ora una collaborazione, proponendo una riorganizzazione che alleggerisca davvero il lavoro dei medici di famiglia
