Gravemente danneggiata dal terremoto del 2012 la Chiesa di San Domenico è stata uno degli edifici religiosi tra i più importante del territorio. Caratterizzata dalla sua imponente cupola che si erge a oltre 40 metri sopra l’aula ellittica, è stata eretta nei primi anni del Settecento, come chiesa di rappresentanza per la corte degli Estensi. Il sisma del 2012 ha provocato danni significativi alla struttura tanto che secondo l’analisi degli esperti ha corso il serio pericolo di crollare su se stessa. Poi l’anno seguente, nel giugno 2013, un’altra ferita. Una forte scossa di magnitudo 5.2, che ha avuto come epicentro il territorio toscano di Massa Carrara, ha fatto crollare il cornicione della struttura religiosa, precipitando davanti l’ingresso principale. Chiusa per quasi 12 anni è stata interessata da lunghi lavori di restauro, realizzati in due stralci e resi possibili grazie ad una importante donazione di un fedele. Lo scorso dicembre è stata riaperta alla comunità dei fedeli con grande entusiasmo. Questo sabato l’architetto Elena Silvestri e l’ingegner Alessandro Lometti, che hanno seguito i lavori, presenteranno al pubblico i dettagli degli interventi di consolidamento eseguiti. Spiegheranno le tecniche utilizzate e condivideranno alcune curiosità storiche e artistiche su questo nobile luogo di culto, che ospita al suo interno anche il celebre gruppo scultoreo in terracotta di Antonio Begarelli, raffigurante Gesù in casa di Marta e Maria.
