Dodici opere su legno di abete alternano figure dettagliate e incorporee, paesaggi rarefatti e scenari contemporanei. I volti si dissolvono in galassie e buchi neri, evocando mondi paralleli e salti temporali, come suggerisce la fisica quantistica a cui Carlo Alberto Rastelli s’ispira per condurre lo spettatore in un viaggio astrale con la sua “Galaxy Express”. Curata da Francesca Baboni, la mostra prende il nome dall’iconico anime anni ’80 e riflette sull’infinito gioco della memoria e dell’identità. Un invito a esplorare il tempo come un universo da attraversare. Visitabile fino a sabato 19 aprile, l’esposizione si propone come una finestra aperta sul dialogo tra memoria e presente, un varco sensibile tra ciò che è stato e ciò che ancora risuona nell’istante vissuto.