Le analisi dei Ris di Parma sono proseguite fin nel tardo pomeriggio di ieri nell’abitazione di Domenico Lanza, unico indagato, per ora, per la scomparsa di Daniela Ruggi. Dal minuzioso rapporto dei militari non sarebbero emerse tracce ematiche o segni di violenza ai danni della 31enne sparita da ormai 3 mesi dalla sua casa di Montefiorino. Segni della presenza della donna sarebbero stati trovati, ma lo “sceriffo” non ha comunque mai negato di averla ospitata in varie occasioni. Dalla casa di Lanza così come dalla sua auto sono stati prelevati campioni da sottoporre a esami biologici per ulteriori approfondimenti, anche se per l’avvocato dell’uomo, Fausto Gianelli, non vi sarebbero elementi abbastanza validi da trattenerlo in carcere. Il legale si è detto pronto a presentare, nei prossimi giorni, istanza di dissequestro della casa insieme alla richiesta degli arresti domiciliari. Se da una parte l’uomo rimane in arresto per porto abusivo di armi, la sua posizione nei confronti della scomparsa di Daniela Ruggi pare alleggerita. Secondo l’avvocato è sempre più chiaro che sia necessario che le indagini si concentrino sulla “pista modenese”, ovvero su quel gruppo di persone con cui Daniela sarebbe stata vista l’ultima volta proprio a Modena, nella mensa di Porta Aperta, nel mese di ottobre. Pare inoltre che la donna sia stata vista altre volte, sia nel capoluogo che a Sassuolo. Una volta in stazione delle corriere a Modena, un’altra in quella dei treni. L’ultima segnalazione, ancora da verificare, l’avrebbe identificata in corso Canalchiaro, in compagnia di un uomo.

CASO RUGGI, AVVOCATO GIANELLI: “LANZA DEVE USCIRE DAL CARCERE”
Scomparsa di Daniela Ruggi. Dopo l’approfondito sopralluogo dei Ris di Parma, verrà chiesto il dissequestro per la casa di Domenico Lanza, ad ora unico indagato per la sparizione della donna. Per l’avvocato difensore, lo sceriffo deve uscire dal carcere