Accusato unicamente per spaccio, ha scelto il rito abbreviato e per lui è arrivata una condanna a 10 mesi di carcere, al posto dei quattro anni chiesti al pm. Si tratta di un 21enne albanese, imputato nel processo che ruota intorno alla morte di Nicu Hozu, il 34enne rumeno trovato esanime davanti all’Ex Fazenda, in strada Bellaria, alle porte di Montale Rangone. Era il 25 agosto dello scorso anno. Hozu sarebbe morto in ospedale dopo un mese di coma, senza aver mai ripreso conoscenza. L’indagine dei Carabinieri è partita subito dopo il suo ritrovamento e diverse perquisizioni si sono concentrate all’interno dell’Ex Fazenda, da noto ristorante divenuto negli anni rifugio di sbandati e spesso meta e mercato di spaccio. L’attività ha portato alla sbarra cinque persone, due delle quali accusate di omicidio volontario in concorso; altre tre sono imputate a vario titolo per spaccio, estorsione, documenti falsi e falsità materiale. Al termine del rito abbreviato il 21enne albanese ha avuto come pena 10 mesi di reclusione. Gli altri sono stati rinviati a giudizio.
